Questo „Panoptikon” è l’ultima di tante fatiche del compositore Rafal Kolacki, impegnato in un progetto solista che ricopre decenni e impegni che spaziano da colonne sonore a ricercatezze musicali di vario genere, ma sempre contenute nell’ambient avanguardistica. L’artista polacco vanta nel suo curriculum collaborazioni con HATI, Grobbling Thristle, Molok Mun, Innercity Ensamble e Mammoth Ulthana, coi quali è entrato in contatto con la Zoharum, che non lo produce direttamente, ma gli distribuisce il disco. Una dozzina di composizioni narranti una storia filosofica, affidate a sintetizzatori senza limiti e anche all’apporto di strumenti suonati in presa diretta, che creano un contrasto seducente. Molti gli ospiti, tutti nomi illustri del sottobosco polacco ambient/electro, (M. Lankievicz e xSx su tutti), ma la personalità di Kolacki spicca comunque con grazia. Un lavoro ispirato a Michel Foucolt e alla sua teoria della „sorveglianza permanente” (guarda caso, molto al passo coi tempi), per un’opera splendida e priva di sbavature. Un disco multidimensionale che spazia dai tribalismi alla psichedelia pinkfloydiana di inizio carriera, fino ad elementi più concertistici (struggente il pianismo riverberato di „Widzialne Niewidzialne”). Ma ogni singola traccia mostra strutture a dir poco geniali, ben amalgamate, nonostante la loro complessità di fondo. Un veterano il buon Rafal, che fa sua l’esperienza maturata con i progetti multimediali più all’avanguardia, come Tonopolis, e Orient Potockiego, dedicato alla prosa dello scrittore Jan Potocki. I musicisti polacchi sono artisti a 360 gradi, per certi versi irraggiungibili, e Kolacki ne è un emblema. Questo corto ma intenso viaggio è cibo per l’anima e gli interi sensi, in grado di varcare confini metafisici. L’ennesimo nome da annotare tra i futuri artefici di nuovi capolavori, per questo da non lasciarsi sfuggire. L’artwork è affidato all’artista conterraneo Jacek Dososzenko, e il disco è confezionato nel classico ed elegante digisleeve tipico della Zoharum.

Max Firinu, Darkroom Magazine